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IL PRIMO BLOCCO OPERATORIO RADIANTE REALIZZATO IN ITALIA A BRONI-STRADELLA
La Regione Lombardia con il presidio Pavese si fregia di essere all'avanguardia nelle normative e realizzazioni in ambito sanitario

Il progetto, dello Studio Calvi srl di Pavia, per il nuovo presidio ospedaliero di Broni-Stradella, ha affrontato, con approccio pragmatico e soluzioni originali ed innovative, molti temi che caratterizzano il dibattito sulla progettazione degli insediamenti sanitari.

L'ospedale, realizzato da un'Ati con in testa Scalvi Costruzioni Generali srl, è composto da 2 corpi fabbrica in linea orientati nelle direzioni est-ovest e nord-sud, che convergono a “L” e si articola in 4 piani. Il blocco operatorio è situato al piano seminterrato.

Il rispetto dei parametri della recente normativa regionale in tema di contenimento dei consumi energetici, i cui termini d’applicazione in Lombardia sono stati anticipati al 2008, si è concretizzato con una serie di interventi di isolamento termico ed acustico delle facciate dell'ospedale ed in particolare
con la realizzazione del primo ed assolutamente innovativo blocco operatorio mai realizzato in Italia tutto con pareti modulari radianti prefabbricate di tipo metallico.

Le Pareti ovviamente suddividono e al contempo riscaldano e raffreddano i locali su una superficie totale di oltre 800 metri quadrati calpestabili, garantendo un significativo risparmio energetico ed un incremento del comfort delle equipe medico-chirurgiche e dei pazienti.

Notoriamente le sale operatorie, per mantenere alti livelli di asepsi, devono essere costantemente ventilate (come minimo 15 ricambi aria/ora) e all’impianto preposto è demandata, normalmente, anche la termoregolazione dei locali.

Ciò significa che, proprio sul campo operatorio, si registra una forte e frequente emissione d’aria ad una temperatura spesso diversa rispetto a quella ambiente (si pensi ad esempio alle basse condizioni termiche richieste in cardiochirurgia), il che può causare fastidiose situazioni di discomfort per il personale.
Ma può causare anche notevoli disagi per i pazienti a causa delle condizioni spesso debilitate in cui si trovano.

Per ovviare a questo sentito problema, la soluzione studiata è stata quella di separare il ruolo dell'impianto di ventilazione da quello dell'impianto termico, quest'ultimo viene delegato alle pareti radianti. In questo modo l'aria immessa in ambiente non viene più impiegata per riscaldare e raffrescare ma solo come aria primaria.

Le ampie superfici verticali delle pareti radianti mantenute alla temperatura adatta per soddisfare la richiesta in sala, permettono, grazie al funzionamento per irraggiamento, livelli ideali di comfort termico e l'impiego del sistema di ventilazione in modo ottimale sul teatro operatorio senza arrecare disagi ad operatori e pazienti.

La caratteristica di comfort che assicura un sistema radiante, dipende dal fatto che sfrutta l'ampia superficie e le basse temperature di funzionamento che lo caratterizzano per evitare i moti convettivi. Ma ancora più dipende dal fatto che il principio fisico dell'irraggiamento, alla base di questi sistemi, determina uno scambio termico ideale tra le superfici radianti ed il corpo umano generando una condizione ottimale di benessere.

Le basse potenze termiche richieste per il funzionamento dei sistemi radianti, infine, assicurano anche un risparmio energetico elevato rispetto ai sistemi a tutt'aria.

 
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